Perchè tutti possono fare i politici?

L’altro giorno, mentre ero in macchina per andare al lavoro e stavo ascoltando una trasmissione radio dove si parlava di politica, immigrazione, europa e tutto quel che si dice in quei casi…beh in quel momento mi sono posto una domanda: PERCHE’ TUTTI POSSONO FARE I POLITICI?
Domanda alla quale ho cercato di dare un risposta immediata, ma non essendomi ancora rifornito della mia solita dose di caffeina mattutina, il compito è stato meno semplice del previsto. Negli ultimi giorni, però, dopo aver ristabilito il livello di caffeina e dopo essermi concesso alcune ore per pensarci, ho cercato di sviscerare un po’ questo quesito.

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Prima di tutto, è da ricordare che è sancito dalla Costituzione italiana il fatto che ogni cittadino italiano possa diventare politico, in quanto afferma che:

Articolo 49

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

, ma è anche chiaro che tale articolo non accenna minimamente alla formazione che tali “cittadini” devono avere per concorrere alla vita politica del paese. Se una persona forma un partito, si candida e prende voti, allora è giusto che rappresenti la parte di cittadini che ha ritenuto saggio affidargli il voto. Proprio su questo punto, l’altro giorno sono stato colpito da un articolo apparso sul corriere.it nel quale veniva riportata la seguente notizia.

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Se avessi sperato di trovare qualche notizia recente sulla quale fondare il mio pensiero, e di conseguenza questo articolo, mai avrei sperato in tanto, nel senso che questo articolo manifesta un problema di fondo di questa libertà (ossia quella data ad ogni cittadino di poter rappresentare una volontà popolare), una sorta di paradosso democratico che sino ad oggi non si era palesato solo per il fatto che le possibilità odierne non sono quelle che erano presenti negli anni scorsi. Continua a leggere “Perchè tutti possono fare i politici?”

iAnima 2.0

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Mi accorgo che sono passati due anni, non tanto dallo scorrere del tempo sul calendario o dalla comparsa di rughe più o meno evidenti intorno ai miei occhi, e nemmeno per la quota interessi del mio mutuo che tende ad abbassarsi mese dopo mese (di un centesimo alla volta), ma dalla presentazione del nuovo modello iPhone di Apple, presentazione che avviene sempre a Settembre, ogni due anni. Puntualmente, tutto il mondo, intorno alle seconda settimana di Settembre, punta il suo sguardo verso il quartier generale di Apple che, se non erro, dovrebbe essere situato in quel di Cupertino.

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E allora, possiamo noi maschi italici, o anche femmine italiche (per non passare per sessista), esimerci da questa tradizione che sta diventando, anno dopo anno, una sorta di rito propiziatorio con scene di isteria collettiva che porta, il più delle volte, a vedere personaggi degni GAMES OF THRONES campeggiare davanti agli Store di tutto il mondo per riuscire ad acquistare per primi (come se tutto ciò potesse portargli un plus economico, morale o anche solo un aumento di Status Sociale) l’ultimo dispositivo della Mela morsicata? Non scherziamo. E possiamo sperare, in seconda analisi, di non essere invasi di notizie riguardanti queste uscite, con presentazioni che nulla hanno da invidiare alle scenografie di BEN HUR o effetti speciali alla AVATAR di S. Spielberg? Anche qui…non scherziamo. Ovviamente no, per entrambe le domande, ovviamente poste in maniera retorica. Ed è per questo che mi accorgo dello scorrere del tempo quando, in maniera inaspettata, aprendo una qualsiasi testata giornalistica online, o navigando un po’ a destra e un po’ a sinistra, mi imbatto in articoli, video, approfondimenti riguardanti la presentazione dell’ultimo melafonino.

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Ora, prima di continuare a scrivere anche solo una parola, lasciatemi dire che non sono né una persona contro la tecnologia (in questo momento sto battendo queste parole dal mio pc, connesso in wifi sul mio ruoter di casa, godendo di una connessione FLAT) né, tanto mento, un nostalgico dei telefonini a carbone, quelli che presentavano una tastiera con 12 tasti fisici, che ti facevano perdere due diottrie ogni volta che volevi guardare nel display per cercare di capire chi ti aveva scritto un messaggio…né, infine, uno di quelli che sostiene che Apple sia il male nel mondo e che senza la venuta del messia Steve Jobs il mondo sarebbe un posto migliore (o peggiore…dipende da che corrente filosofica si predilige). Ecco, non appartengo a nessuna delle categorie appena elencate. Semplicemente penso che la tecnologia, ormai, faccia parte della vita di ogni persona, che, certo, si potrebbe vivere anche senza ma risulterebbe davvero difficile fare qualsiasi cosa e, in ultima analisi, penso che sia dannatamente comoda da utilizzare. Continua a leggere “iAnima 2.0”

Caro Ministro ti scrivo…

Partiamo dalla fine, perché mi sembra la soluzione migliore…

Matteo Salvini, Ministro dell’Interno dell’attuale governo M5S-Lega, dice:

Qui c’è la certificazione che un organo dello stato indaga un altro organo dello Stato con la piccolissima differenza che questo organo dello Stato, pieno di difetti e limiti, è stato eletto da voi, a questo ministro voi avete chiesto di controllare i confini, limitare gli sbarchi e le partenze ed espellere i clandestini, voi siete miei amici, sostenitori, complici, altri non sono eletti da nessuno e non rispondono a nessuno

E ancora, da Repubblica.it del 7 Settembre:

salvini 2

…e da ilfattoquotidiano.it dello stesso giorno:

salvini 1

…e dal corriere.it, sempre del 7 Settembre.

Salvini 3

Questo video, e gli articoli riportati, sono nati dopo la vicenda conosciuta ai più come il caso della “Diciotti”, nome della barca della guarda Costiera rientrata in porto dopo un’operazione di salvataggio in mare. Rientrata in porto, per ordine del Ministro dell’Interno, è stata impossibilità a far sbarcare i 177 migranti a bordo. Questi sono i fatti, nudi e crudi. Continua a leggere “Caro Ministro ti scrivo…”

Un BLOG ti salva la vita

Il primo post deve essere, per ovvie ragioni, una sorta di manifesto, poche righe nelle quali dichiarare l’intento e lo scopo di questo BLOG.

L’apertura di questo spazio, nasce dalla voglia di ripulire il mio cervello da tutti quei concetti social (così trendy in questi anni) che, piano piano e senza che me ne rendessi conto, hanno avvelenato il mio cervello portandomi ad essere spettatore silente della mia ed altrui vita. L’unico grande pregio di queste piattaforme risiede nel fatto di non farti pensare. Uno stato di atarassia 2.0 nel quale ci si abbandona per evitare di pensare, per evitare di prendere coscienza, per evitare di essere, per evitare, infine, di bastarsi. Se non penso, non ho dubbi potrebbe essere il moto anti-cartesiano che si cela dietro il mondo social, e se pensate che stia esagerando riflettete per un attimo, ma fatelo per davvero, al termine SOCIAL: non è forse vero che più si utilizza un social, più ci si individualizza e più ci si isola allontanandoci anche dal concetto stesso di SOCIAL o di SOCIALE? Cose ovvie per i più attenti di voi, un po’ meno a chi, senza saperlo, continua a postare foto o filmati di gattini come se non ci fosse un domani, riempiendo la vita altrui di sciocchezze e svuotando la sua di contenuti.

“E il BLOG, allora, non è social anche lui?”
Questa potrebbe essere una critica, forse la prima, che mi può essere mossa, e la risposta è no, per due motivi:
1- Primo perché utilizza un canale differente. Per visitare un blog devi voler visitare proprio quel blog, mentre per il social, entrando in quest’ultimo, vedi tutto…anche quello che in realtà non ti interessa ma che forma l’insieme di tutte le informazioni che ti arrivano o che ti inondano.
2- Secondo perché, dal punto di vista dell’autore (in questo caso io), gestire un blog richiede uno sforzo che va al di là del semplice postare (parafrasando Neruda). Continua a leggere “Un BLOG ti salva la vita”